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MILANO

«Porterò a Roma le istanze dei cittadini per un futuro migliore» Stefano Buffagni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, ha scelto di puntare al Parlamento

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Trentaquattro anni, milanese, laureato in Economia, partner di un avviatissimo studio di commercialista, Stefano Buffagni, consigliere regionale 5 Stelle uscente, si proietta nel panorama politico nazionale. Durante gli anni universitari, per mantenersi, ha lavorato in un call center del settore creditizio, ha fatto uno stage presso Ikea e ha operato nel settore delle assicurazioni fino al conseguimento della laurea magistrale in Economia e Management per l’Impresa. Risale al 2010 il suo impegno come attivista nel Movimento 5 Stelle e al primo appuntamento elettorale, il 27 febbraio del 2013, risulta uno degli eletti del Movimento al Consiglio regionale della Lombardia.

Consigliere Buffagni, un percorso politico velocissimo il suo, per altro suffragato da molti attestati di stima all'interno del suo Movimento...

«Per la vecchia politica forse sì, per il Movimento credo sia normale, ho sempre lavorato con i cittadini e per i cittadini e sono loro il mio termometro poiché quando trovi feed positivi da loro vuol dire che stai andando nella giusta direzione, quindi la mia ricetta è sempre quella di rispondere a chi ti vota, a chi ti paga, che sono i lombardi e a chi tu devi tutto. Se io sono in Regione è per la volontà dei cittadini e se i cittadini mi hanno dato l’opportunità di mettermi al loro servizio significa anche che non devo deluderli portando nelle istituzioni, cosa che ho cercato di fare, le loro esigenze, soprattutto lottando per i problemi del territorio, cosa che ha contraddistinto questi miei cinque anni. E a oggi ho restituito più di 150mila euro del mio stipendio per aiutare le piccole e medie imprese lombarde. La mia scelta oggi è semplice, e per farla ho avuto bisogno del supporto di Giorgia, donna straordinaria con la quale ho affrontato momenti splendidi e momenti difficili, che mi ha sempre aiutato e supportato. Ho preso questa decisione perché voglio guardare in faccia Gabriele, la cosa più bella che il Signore mi ha donato, e dirgli che ho fatto di tutto per garantirgli un futuro migliore in una Italia che è allo sbando. Ora vedremo cosa mi riserverà il futuro».

Abbiamo visto che con il candidato alla presidenza del Consiglio dei ministri, Luigi Di Maio, c’è un forte feeling...

«Io ho una grande stima di Luigi e posso dire che ci stimiamo reciprocamente. Quando ci siamo conosciuti siamo subito entrati in sintonia, abbiamo insieme lottato perché crediamo in un progetto comune che è quello di avere un’Italia Cinque Stelle. Probabilmente abbiamo anche tanti approcci simili, tante visioni del Movimento affini e siamo persone molto concrete. E’ per questo che Luigi piace ai lombardi, perché è concreto, è uno che parla di cose reali, che si possono fare ed è coerente, una cosa questa, secondo me, che alla fine in politica paga. Una proposta che abbiamo sempre portato avanti, come il reddito di cittadinanza, massacrata all’inizio, adesso sta diventando programma elettorale di tutte le forze politiche. Questo da un lato ci fa piacere dall’altro speriamo possa servire, dopo il 4 marzo, a realizzare questo progetto. Ma che sia ben chiaro, non deve essere assistenzialismo poiché non si danno soldi a chi sta seduto sul divano».

Questo vuol dire che nell’eventualità di un successo elettorale dei 5 Stelle potrebbero prospettarsi incarichi governativi...

«Non è questa la mia priorità e non credo oggi, sinceramente, di esserne all’altezza. L’Italia attualmente ha bisogno dei migliori cervelli del Paese, delle migliori personalità. Il mio percorso prevede di portare le istanze dei cittadini e poi, un domani, si vedrà...».

Le Parlamentarie si sono concluse, ancora con polemiche...

«Se tanta partecipazione è un problema lo capisco se me lo dicono i partiti, perché loro non le faranno, sceglieranno nelle segreterie di partito... Questa legge elettorale è un disastro ma noi avremo tanti candidati poiché partecipano in molti, e speriamo mi scelgano come loro portavoce. Il problema vero è quando arrestano il tuo vicepresidente, come è successo a Maroni, o quando il tuo sindaco, come è successo a Milano, compra degli alberi ad un prezzo quattro volte superiore alla media di qualsiasi vivaio. Questi sono i problemi, non se partecipa tanta gente...».

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Autore:glc

Pubblicato il: 08 Gennaio 2018

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