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MILANO

Pd, ultima chiamata per Liberi e Uguali New entry al Pirellone: il segretario milanese Bussolati, Comincini (ex sindaco di Cernusco) e Rossi (presidente Provincia di Bergamo)

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Il Partito democratico e il centrosinistra sono destinati a lasciare sul campo molti parlamentari. La nuova legge elettorale, come è noto, rischia di rivelarsi un boomerang, soprattutto nei collegi uninominali. Come se non bastasse il Pd deve fare i conti con lo strappo a sinistra e in particolare con Liberi e Uguali di Pietro Grasso e Laura Boldrini.

Ma se a livello nazionale il divorzio è definitivamente consumato, a livello lombardo c’è ancora qualche timidissima speranza di ricomporre la frattura. E questo nonostante l’assemblea degli iscritti lombardi di Liberi e Uguali, svoltasi il 28 dicembre a Sesto San Giovanni, ha deciso di non sostenere il candidato dem nella corsa per la presidenza di Regione Lombardia. Dopo il vertice di Sesto il consigliere regionale ed ex sindacalista della Cgil Onorio Rosati è sceso nella Capitale per riferire l’esito della consultazione al coordinatore nazionale Roberto Speranza.

Una decisione definitiva, per la Lombardia, però, non è ancora stata presa. Anche perché in questi ultimi giorni si sono susseguiti gli appelli per correre uniti.

Molti leader del centrosinistra sono convinti che la battaglia per conquistare la Regione è ancora aperta. Lo testimonia pure l’ultimo sondaggio di Ipsos secondo il quale Roberto Maroni precede Giorgio Gori di soli 6 punti. Un gap che si sta riducendo e che si può colmare correndo uniti, coinvolgendo Liberi e Uguali, ma anche Articolo 1 - Mdp, Sinistra Unita e Possibile. Ecco perché Alessandro Alfieri, segretario regionale del Pd, ha dichiarato: «Lavorerò fino all’ultimo giorno utile per l’unità del centrosinistra». Un tentativo appoggiato con convinzione dal sindaco di Milano Beppe Sala: «In Lombardia si può fare un’eccezione». In precedenza gli appelli all’unità non erano mancati: Giuliano Pisapia, leader di Campo Progressista, era stato chiaro: «Non si può sacrificare la Regione a logiche nazionali»; l’assessore milanese Pierfrancesco Majorino aveva sottolineato che «con il sistema elettorale in vigore si tratta di un regalo a Maroni»; il consigliere comunale Anita Pirovano aveva aggiunto: «Sono scelte che hanno poco a che vedere con l’interesse della Lombardia».

Giorgio Gori, candidato del centro sinistra alla presidenza di Regione Lombardia, ha sempre lasciato aperta la porta al dialogo e al confronto, ma sino a oggi di risultati concreti non se ne sono visti. Rosati sembra irremovibile, ma la parola definitiva arriverà nelle prossime ore da Roma dove Speranza dovrà confrontarsi con Grasso, Boldrini ma anche Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema.

La squadra dem per il Pirellone è quasi definita e la priorità sarà riservata ai consiglieri regionali uscenti: in pole position ci sono i milanesi Fabio Pizzul (recordman delle preferenze alle regionali del 2013) e Carlo Borghetti, i bergamaschi Jacopo Scandella e Mario Barboni, il cremonese Agostino Alloni, la monzese Laura Marta Barzaghi, il comasco Luca Gaffuri, il lecchese Raffaele Straniero, il mantovano Marco Carra, il bresciano Corrado Tomasi e il pavese Giuseppe Villani. Tra le new entry dovrebbero figurare i milanesi Pietro Bussolati (giovane segretario del Pd milanese), Carmela Rozza (assessore in Comune a Milano), Monica Chittò (ex sindaco di Sesto) ed Eugenio Comincini (apprezzato ex sindaco di Cernusco sul Naviglio), oltre a Matteo Rossi, presidente della Provincia di Bergamo.

Intanto il Pd sta decidendo chi far scendere in campo alle politiche. A Milano il listino proporzionale molto probabilmente sarà guidato da Matteo Renzi. Un seggio sicuro lo avranno anche il virologo del San Raffaele Roberto Burioni, il ministro Maurizio Martina, il renziano di ferro Emanuele Fiano, il sottosegretario allo Sviluppo economico Ivan Scalfarotto, Vinicio Peluffo, Maurizio Bernardo, Lia Quartapelle e Franco Mirabelli. A Varese correrà sicuramente il segretario regionale Alessandro Alfieri. A Bergamo saranno della partita i parlamentari uscenti Giuseppe Guerini, Elena Carnevali, Antonio Misiani e Giovanni Sanga; con loro potrebbero esserci pure Maria Carla Rocca, forse la trevigliese Laura Rossoni e il segretario provinciale Gabriele Riva. A Monza e Brianza con il parlamentare uscente Roberto Rampi scenderà in Parlamento il capogruppo in Consiglio regionale Enrico Brambilla, vicino al ministro della Giustizia Andrea Orlando. A Como ambiscono alla riconferma Mauro Guerra e soprattutto Sonia Braga. Da Lecco vorrebbe tornare a Roma Gianmario Fragomeli (deve però trovare un posto nel proporzionale perché all’uninominale il collegio è a rischio), mentre Veronica Tentori potrebbe optare per la Regione. Sondrio dovrebbe confermare Mauro Del Barba, renziano, ma anche per lui il seggio sicuro passa solo dal proporzionale.

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Autore:gcf

Pubblicato il: 08 Gennaio 2018

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