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MILANO

Fontana, un tour improntato sull’ascolto La promessa: «Agirò per espellere 100mila clandestini e chiederò il blocco per un anno dell’arrivo dei richiedenti asilo»

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Sta percorrendo la Lombardia in lungo e in largo al volante della sua “Fiat Punto”. Attilio Fontana, candidato del centrodestra in Regione, sta iniziando a farsi un’idea precisa delle esigenze dei cittadini, anche se la fase di ascolto non è ancora terminata.

Il problema sicurezza è molto avvertito anche in Lombardia. Come pensa di risolverlo?

«Non ci saranno più zone franche per i delinquenti. Non tollero le periferie fuori controllo come in Francia o Belgio. Ho promesso che agirò per espellere i 100.000 clandestini e chiederò un blocco dell'arrivo di un anno per i richiedenti asilo. I numeri attuali sono ingestibili e creano caos. Purtroppo, al momento, in tema di sicurezza alle Regioni non sono delegati veri poteri. In ogni caso il vero presidio del territorio dovrebbe essere esercitato direttamente dai sindaci: per questo tra le mie priorità ci sarà l'assegnazione di maggiori poteri ai primi cittadini perché possano gestire al meglio la sicurezza nei loro Comuni, di cui conoscono al meglio la realtà, nell'interesse esclusivo dei cittadini».

Come procede il confronto con il Governo sull’autonomia? Quali saranno i vantaggi per i lombardi?

«La trattativa prosegue e vede al centro la definizione delle materie da ottenere. Una volta definite le materie, occorrerà stabilire le risorse necessarie da trasferire per poterle esercitare. Per i lombardi sarà una vera rivoluzione: godranno finalmente dei benefici di una gestione diretta, da parte della Regione, di alcuni ambiti rilevanti e della disponibilità di maggiori risorse finanziarie disponibili».

La nostra è una regione che negli ultimi anni ha un po’ colmato il gap infrastrutturale, ma c’è ancora da fare. Quali sono le sue priorità?

«Strade e ferrovie. La mobilità deve essere comoda, rapida, sicura e sostenibile. La Lombardia è una regione che va veloce, deve avere i collegamenti necessari, non si può stare ore in coda per raggiungere i grandi centri la mattina, per esempio. Al contempo, anche in alternativa, deve poter disporre di un sistema ferroviario all'altezza di una delle prime regioni europee, che favorisca l'alleggerimento del traffico e la tutela dell'ambiente. Quanto alle strade, utile sarà l'entrata a regime della nuova società tra Regione e Anas, per la presa in carico di gran parte della rete stradale regionale, anche in sostituzione delle Province, oggi non più in grado di assicurare la manutenzione necessaria. Circa la rete ferroviaria, invece, se Rete Ferroviaria Italiana (quindi Fs) non è in grado di assicurare una circolazione puntuale e sicura e non intende investire nelle infrastrutture e nella loro manutenzione, vorrà dire che Regione chiederà le competenze per farsi carico di questo. Oggi le disfunzioni di Rfi vengono scorrettamente addebitate a Trenord. Se lo Stato centrale non vuole gestire la rete lombarda come si deve, chiederemo di poterlo fare noi».

Lei sta girando un po’ tutta la Lombardia, sta ascoltando molto. Quali indicazioni ha raccolto?

«La mia campagna elettorale è improntata all'ascolto, perché, se è vero che tanto è stato fatto in questi anni, è fondamentale comprendere quali siano le cose su cui intervenire ancora e come: e non c'è migliore termometro dei cittadini. I lombardi sono consapevoli di vivere in una regione all'avanguardia, prima d'Italia e tra le prime in Europa, grazie agli investimenti e alle scelte compiute negli ultimi governi regionali a guida centrodestra, ma è giusto non accontentarsi. Ancora più innovazione, più infrastrutture, più misure a sostegno della famiglia e più sicurezza sono tra le richieste più frequenti. Da parte mia, non fatico certo a garantire il massimo impegno futuro su questi fronti. Certo è che la parola magica resta 'autonomia' e, dato che ormai è molto vicina, c'è di che essere ottimisti».

Ci dice un tema che le è rimasto impresso a Sondrio?

«La montagna evidentemente e l'autonomia da continuare a garantire all'unica provincia interamente montana, in virtù di questa sua specificità».

E a Lecco?

«Lecco è lago e montagna insieme. Due specificità da tutelare così come le sue imprese fondamentali per il territorio. Da varesino mi sento molto prossimo ai lecchesi, una sintonia naturale».

A Como?

«Il lago: averlo restituito alla città grazie all'intervento risolutivo di Regione Lombardia non basta: ora questo grande patrimonio naturale merita investimenti in termini anche turistici, oltre che infrastrutturali. Como è splendida e lo dice un varesino. Un gioiello da promuovere nel mondo, un orgoglio per la Lombardia».

A Bergamo?

«Bergamo è sorprendente per la capacità dei suoi straordinari imprenditori di coniugare tradizione e innovazione. Massima attenzione da parte mia ci sarà per chi crea lavoro sul territorio».

A Brescia?

«Brescia per me significa impresa ed eccellenza industriale. Chi crea lavoro a Brescia mi ha chiesto: “Lasciateci fare, liberateci da lacci e lacciuoli che imprigionano le nostre energie”. Lo faremo. Senza scordare le valli e la montagna su cui va valutato seriamente il progetto delle zone economiche speciali».

A Monza?

«Gran Premio, Villa Reale e Parco: tre gioielli del capoluogo brianzolo, che però trainano il turismo a livello internazionale, con presenze da tutta la Lombardia, dall'Italia e dall'estero».

A Cremona?

«Naturalmente il mondo agricolo e agroalimentare a partire dai record realizzati dal casalasco nel pomodoro. Notevole anche la vivacità culturale con la liuteria in primis, intesa come tradizione, ma anche vocazione, patrimonio artistico e imprenditoriale».

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Autore:gcf

Pubblicato il: 12 Febbraio 2018

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