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MILANO

Dumping cinese sull’acciaio, l’Unione europea alza le difese

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Dazi anti-dumping sull’acciaio importato dalla Cina e venduto nell’Ue a prezzi artificialmente bassi. Lo ha annunciato la Commissione europea lo scorso 8 febbraio.

La decisione è stata presa alla fine di un'inchiesta che ha confermato le pratiche di dumping (ossia vendita a prezzi artificialmente bassi) sul mercato europeo da parte dei produttori cinesi di acciaio anticorrosione. In base alla decisione della Commissione europea, diventano definitivi i dazi provvisori introdotti già ad agosto 2017: adesso saranno applicabili da qui ai prossimi 5 anni e, a seconda del prodotto, varieranno dal 17,2% al 27,9% del prezzo di vendita.

Con queste misure la Commissione europea vuole contrastare la pressione al ribasso sui prezzi di vendita, fonte di problemi per l’industria siderurgica europea. Negli ultimi anni l’eccedenza di capacità produttiva di acciaio a livello mondiale ha fatto calare i prezzi a livelli insostenibili, con ripercussioni dannose sul settore, sulle industrie collegate e sull'occupazione. In base alle regole europee, la Commissione Ue può fare ricorso a «strumenti di difesa commerciale» come i dazi anti-dumping per garantire ai produttori europei condizioni di mercato più eque e per permettere di mantenere posti di lavoro nel settore.

I dazi anti-dumping non sono l'unico strumento per difendere la produzione europea. Attualmente nell’Ue sono in vigore 53 misure sui prodotti siderurgici, di cui 27 su quelli originari della Cina.

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Autore:ces

Pubblicato il: 12 Febbraio 2018

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