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MILANO

Corruzione, Fontana «licenzia» Altitonante Il giorno dopo Governatore - da parte lesa - finisce nel registro degli indagati per abuso d’ufficio. E in Forza Italia si annuncia la resa dei conti

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Terremoto a Palazzo Lombardia. L’inchiesta sugli appalti della Procura, infatti, martedì scorso, ha profondamente scosso la sede regionale. Scosse telluriche che sono proseguite per tutta la settimana tanto da costringere il Governatore Attilio Fontana, nel tardo pomeriggio di martedì, al rientro da Roma, a intervenire direttamente in Consiglio regionale.

«Sin dal mio insediamento ho sempre sottolineato come la trasparenza e la legalità siano stati punti cardine dell’attività della mia Giunta - ha esordito il presidente di Regione Lombardia - Ho voluto confrontarmi costantemente con le autorità anticorruzione e con la magistratura per individuare la strada migliora per affrontare e risolvere alcune questioni centrali per i lombardi. Abbiamo adottato misure di prevenzione della corruzione sempre più stringenti».

Quindi in aula Fontana ha annunciato il primo provvedimento: «Per consentire agli uffici regionali di lavorare nella massima operatività e serenità ho deciso di sospendere immediatamente l’incarico assegnato al Sottosegretario». Cioè ha “licenziato” Fabio Altitonante.

«Professionalmente e politicamente ho sempre seguito la strada della correttezza e dell’onestà, come emerge anche in questa vicenda, nella quale, come si è evinto fin da subito, io sono parte offesa», ha concluso il presidente. Salvo poi apprendere il giorno successivo, mercoledì, che pure lui era indagato. «Ho preso atto dell’invito a comparire - ha precisato Fontana - Mi rasserena il fatto che non sia stata accertata alcuna violazione della procedura di nomina e che tale contestazione non ha nulla a che vedere con fenomeni di corruzione».

Il chiarimento di Fontana non ha convinto appieno le opposizioni in Consiglio regionale. A partire dal Pd. «La magistratura farà il suo corso, ma Fontana deve chiarire politicamente quanto sta avvenendo - ha esordito Fabio Pizzul, presidente del Gruppo consigliare del Partito democratico - Rimane il fatto politico di una Giunta raggiungibile da personaggi opachi. Fontana promette trasparenza e onestà ma non riesce a garantire queste promesse».

Pizzul non condivide neppure la semplice sospensione del Sottosegretario: «La fiducia di Altitonante è tradita. Perché Fontana non si è accorto prima? L’inchiesta evidenzia l’emersione di un vero e proprio sistema... Ma non è tutto. Il consigliere comunale Pietro Tatarella aveva un contratto di consulenza con il Sottosegretario Altitonante in merito alla partita delle aree ex Expo. Personalmente auspico una revoca della delega al Sottosegretario».

Sul coinvolgimento dello stesso presidente di Regione Lombardia, il presidente del Gruppo regionale del Pd è più cauto: «Premesso che la magistratura farà il suo corso e che una persona è innocente fino al terzo grado di giudizio, non sono in grado di esprimermi su questo aspetto particolare, ma gli auguro di chiarire la sua posizione».

L’inchiesta della Procura ha riacceso i riflettori anche sull’Orac, cioè l’Organismo Regionale Anticorruzione. «La richiesta dei 5 Stelle rappresenta un caso preoccupante di schizofrenia politica. Sono stati proprio loro a porre un ostacolo sulla strada di una rapida costituzione dell’Orac quando il 15 marzo hanno chiesto al presidente Fontana di riaprire i termini del bando», ha commentato Michele Usuelli, consigliere regionale di +Europa.

Intanto tra le fila di Forza Italia l’aria si taglia con il coltello. L’imbarazzo è evidente e molti sono pronti a chiedere invocare pulizia e trasparenza. La resa dei conti potrebbe coincidere con il prossimo vertice convocato dalla coordinatrice Mariastella Gelmini, sempre più in difficoltà...

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Autore:gcf

Pubblicato il: 13 Maggio 2019

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